L’etichettatura dei rifiuti pericolosi in deposito temporaneo

L’etichettatura dei rifiuti pericolosi in deposito temporaneo

In tempi recenti sono state mosse delle contestazioni per la mancanza di identificazione dei rifiuti pericolosi presenti in deposito temporaneo. Il deposito temporaneo dei rifiuti è messo in essere dal produttore o detentore del rifiuto ed è definito dal D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. come il “raggruppamento dei rifiuti, effettuato prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti”.

La normativa prescrive per le imprese che effettuano il deposito temporaneo di rifiuti speciali pericolosi o non pericolosi (comunque non assimilati né assimilabili agli urbani) l’obbligo di osservare le comuni regole relative al formulario di identificazione dei rifiuti, al registro di carico e scarico e all’obbligo di conferimento dei rifiuti a un soggetto appositamente autorizzato e iscritto all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.

Una delle condizioni che deve rispettare il deposito temporaneo in azienda per adempiere ai succitati obblighi, è proprio l’etichettatura. Ricordiamo quindi la necessità, per tutti i rifiuti pericolosi presenti in deposito temporaneo, del posizionamento, in corrispondenza del luogo o sui contenitori in cui sono detenuti, di etichette dove sia indicato il codice CER, la descrizione, le frasi di pericolo (frasi H) assegnate ai rifiuti, le etichette di pericolo e la R nera su sfondo giallo.

La gestione del deposito temporaneo di rifiuti in difformità a quanto prescritto può comportare, a carico del produttore o del detentore, la comminazione di pesanti sanzioni penali. In talune circostanze il Giudice può altresì riconoscere, così come previsto dal D.Lgs. 231/2001 e s.m.i., una responsabilità amministrativa a carico delle imprese, degli enti e delle società per le quali operavano i soggetti obbligati e incaricati della gestione e del controllo del deposito temporaneo di rifiuti.
Per facilitare l’etichettatura di queste sostanze, si allega un esempio di etichette per i rifiuti pericolosi e una per i non pericolosi, che tutte le aziende possono utilizzare per assolvere a questo obbligo.