Arrivati al traguardo

FINALMENTE SIAMO LIETI DI ANNUNCIARE CHE LA BONIFICA DELL’AREA EX C&C STA VOLGENDO AL TERMINE. DOPO QUASI 20 ANNI LA FABBRICA DEI VELENI NON FA PIÙ PAURA. 

Quella che oggi viene definita la Fabbrica dei veleni è un’area situata al confine tra i comuni di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare.

Tutto inizia nell’anno 2002 quando la C&C dà il via alla sua attività in un capannone dismesso, occupandosi del recupero di rifiuti speciali provenienti da industrie chimiche, siderurgiche e termoelettriche. Ufficialmente li dovrebbe depurare dagli elementi dannosi e convertirli in un conglomerato cementizio, da utilizzare nella costruzione di strade, parcheggi, etc.

Ben presto, però, i residenti della zona notano un intenso viavai di camion strapieni di materiale a tutte le ore del giorno, avvertono odori nauseanti e si interrogano sui fumi che fuoriescono dalle porte sempre aperte dell’azienda, malgrado l’obbligo di chiusura imposto dalle autorità.

Alcuni cittadini riescono a far analizzare un campione di materiale caduto da un camion, dove viene riscontrata la presenza di numerose sostanze tossiche. Analisi successive anche da parte dell’Arpav confermano i primi risultati, ma solo nel 2005 l’azienda viene sequestrata.

 

Quello che si trova dentro è tutt’altro che immaginabile: montagne (letteralmente) di rifiuti tossici, per un totale di 52.000 tonnellate.

Inoltre, nel corso degli anni il sito rischia più volte di provocare danni incalcolabili per la salute e l’ambiente, visto il verificarsi di eventi straordinari potenzialmente devastanti, come un incendio sedato in tempo, una tromba d’aria scatenatasi a pochissima distanza, le esondazioni evitate del fiume Bacchiglione che scorre proprio a lato del muro del manufatto.

Finalmente, nel 2018 si dà il via alle prime attività di bonifica e noi di Obiettivo Ambiente iniziamo il mandato di Ispettore di cantiere e Coordinatore della sicurezza per assicurare che i lavori avvengano seguendo le più rigorose procedure di sicurezza.

Ma è solo nel 2021, dopo quasi vent’anni dalla scoperta, che la Regione Veneto, grazie alla legge speciale per Venezia, stanzia il finanziamento necessario (circa 12 milioni di euro) per asportare la gran parte dei rifiuti ancora presenti all’interno del sito, circa 40 tonnellate.

La bonifica non è semplice, sia per i numerosi rischi che possono coinvolgere i lavoratori (es. inalazione delle polveri, cedimento delle pareti corrose dal tempo, etc.) sia per l’enorme quantità di rifiuti tossici che non può essere smaltita in una sola discarica.

Oggi siamo lieti di annunciare che la bonifica sta volgendo al termine. Nei prossimi mesi (presumibilmente a febbraio), ci sarà l’incontro conclusivo con le autorità comunali e regionali.

Guardando gli ultimi “viaggi” di camion carichi di rifiuti che lasciano il sito, il nostro pensiero va alle montagne di deposito che abbiamo visto la prima volta nei capannoni. Siamo orgogliosi di aver fatto parte della riconversione di tale area contaminata, salvaguardando la salute di migliaia di cittadini e dell’ambiente circostante.

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Dott. Stefano Guzzon

Tecnico della Sicurezza

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