Il rischio amianto si riferisce al pericolo per la salute derivante dall’esposizione a fibre di amianto, un materiale altamente pericoloso se inalato o ingerito. L’amianto è stato largamente utilizzato in passato per le sue proprietà isolanti, ignifughe e di resistenza, ma è stato riconosciuto come un grave rischio per la salute a causa della sua capacità di rilasciare fibre microscopiche nell’aria.
Principali rischi per la salute
Le fibre di amianto, se inalate, possono depositarsi nei polmoni e causare malattie gravi, tra cui:
- Asbestosi: una malattia polmonare cronica che provoca cicatrizzazione del tessuto polmonare.
- Mesotelioma: un tumore maligno che colpisce la pleura (il rivestimento dei polmoni) o il peritoneo (rivestimento dell’addome).
- Cancro ai polmoni: associato all’esposizione prolungata.
- Altre malattie respiratorie: come placche pleuriche o ispessimenti pleurici diffusi.
Dove si trova l’amianto?
L’amianto è stato utilizzato in molti settori industriali, edili e navali. Si può trovare in:
- Materiali di copertura (lastre di cemento-amianto, conosciute come eternit).
- Rivestimenti isolanti.
- Guarnizioni e materiali resistenti al calore.
- Pavimentazioni viniliche e piastrelle.
Prevenzione e gestione del rischio
- Identificazione: verificare la presenza di amianto in strutture o materiali tramite analisi tecniche.
- Valutazione del rischio: stabilire il potenziale rilascio di fibre.
- Rimozione e smaltimento: eseguiti da ditte autorizzate e con misure di sicurezza adeguate.
- Bonifica: alternativa alla rimozione, come incapsulamento o confinamento.
Normativa
In Italia, l’uso dell’amianto è stato vietato con la Legge 257/1992, che regola anche le modalità di bonifica e smaltimento. È obbligatorio per i datori di lavoro e proprietari di edifici effettuare controlli periodici e garantire la sicurezza dei lavoratori e della popolazione.















