l rischio derivato dall’esposizione ad agenti biologici fa parte di quella serie di rischi specifici che devono essere valutati mediante apposita relazione tecnica e che devono essere contenuti nel Documento di Valutazione del Rischio (DVR).

Gli agenti biologici solitamente non vengono utilizzati nei processi produttivi, se non nei laboratori di sperimentazione, e si presentano come agenti infettanti non desiderati. Sono solitamente presenti in luoghi di lavoro dove viene svolta attività di assistenza alle persone (ambiente sanitario/ospedaliero, case di riposo, asili nido, ecc…), dove vi è assembramento di persone o dove vengono a crearsi condizione microclimatiche ideali per la proliferazione (piscine, saune, impianti di climatizzazione e idraulici, ecc.).
Con il termine di rischio biologico quindi si intende la possibilità che, in seguito ad esposizione o contatto con materiali vari infetti, costituiti per lo più da fluidi, un soggetto possa infettarsi e poi ammalarsi. Le diverse componenti inerenti all’agente infettivo sono:
- INFETTIVITA’: capacità di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi nell’organismo;
- PATOGENICITA’: capacità dell’agente di produrre una malattia dopo essere penetrato nell’organismo;
- TRASMISSIBILITA’: capacità dell’agente di trasmettersi ad altri soggetti (aria, acqua, sangue, liquidi biologici infetti, secrezioni, cose infette, veicoli e vettori);
- NEUTRALIZZABILITA’: disponibilità di efficaci misure preventive o terapeutiche (es. vaccini).

La valutazione del rischio biologico va a considerare quegli aspetti critici in cui i lavoratori sono esposti all’agente biologico. Vengono quindi individuate le vie di contatto e contagio e vengono prese delle misure preventive e protettive che consentano ai lavoratori di svolgere la propria mansione in sicurezza.
Vengono anche individuati quegli aspetti non caratteristici dei processi produttivi, ma che comunque possono esporre i lavoratori al rischio. Per esempio, vengono presi in considerazione gli impianti (idraulici, di climatizzazione, ecc.) e vengono predisposte delle attività di sanificazione degli impianti in modo che non si creino condizioni di proliferazione di agenti biologici.
Un aspetto su cui è opportuno porre particolare attenzione è rappresentato dalla Legionella, un batterio che può proliferare negli impianti idrici e in altri sistemi nei quali sono presenti acqua e condizioni favorevoli alla sua crescita.
Come per la maggior parte dei rischi la valutazione prevede che un tecnico specializzato effettui un accurato sopralluogo e che proceda secondo le seguenti fasi:
- Individuazione e censimento degli agenti biologici;
- Studio dei diversi agenti e degli effetti ad esso attribuibili;
- Studio delle possibili vie di contatto e contagio;
- Individuazione delle misure di miglioramento da attuare per rendere l’esposizione al rischio accettabile.
Il D.Lgs. 81/2008 dedica all’esposizione agli agenti biologici il Titolo X.
La valutazione del rischio deve portare a galla quegli aspetti che richiedono degli interventi migliorativi finalizzati al contenimento del contagio. A tal fine sono strumenti indispensabile la formazione dei lavoratori riguardo il rischio biologico e la realizzazione di procedure preventive e protettive che ogni lavoratore deve conoscere e seguire. Occorre inoltre che il Medico Competente, in sede di sorveglianza sanitaria, prenda in considerazione la protezione sierologica e immunitaria dei lavoratori e che, se necessario, preveda opportune vaccinazioni (tetano, ecc…).















