Decreto semplificazioni: addio SISTRI dal 2019

Addio al SISTRI dal 2019, nuove garanzie per le PMI creditrici della Pubblica Amministrazione, prime misure di riforma del Codice Appalti, un piano di assunzioni nella PA: sono alcune delle misure nel decreto semplificazioni all’esame del prossimo Consiglio dei Ministri (Decreto Legge “Recante misure urgenti in materia di semplificazione e sostegno allo sviluppo”). Si tratta della bozza di provvedimento che era stato annunciato dopo il Cdm dello scorso 15 ottobre, di cui ora sembra pronto il testo vero e proprio.

Tracciabilità rifiuti

Il famigerato SISTRI viene praticamente abolito. Dal primo gennaio 2019:

viene soppresso il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, Sistri, (sostituito da un) nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti organizzato e gestito direttamente dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Conseguentemente, non sono più dovuti i contributi di iscrizione al SISTRI, previsti dal decreto ministeriale 78/2016, mentre tornando in vigore le norme sulla tracciabilità rifiuti precedenti al 2010.

Fino alla definizione di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti da parte del Ministero dell’ambiente, continuano a trovare applicazione gli adempimenti relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina SISTRI: presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (c.d. MUD), tenuta del registro di carico scarico, utilizzo dei formulari di trasporto anche in formato digitale (adempimenti previsti dagli artt. 188, 189, 190 e 193, D.Lgs. n. 152/2006, nel testo previgente alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 205/2010).

Sono altresì applicabili le disposizioni in materia di violazione degli obblighi di comunicazione – tenuta dei registri obbligatori e dei formulari ex art. 258, D.Lgs. n. 152/2006.

Il SISTRI (acronimo per sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) è stato il sistema informativo voluto dal Ministero dell’Ambiente italiano per monitorare i rifiuti pericolosi tramite la tracciabilità degli stessi. Con l’articolo 6 del Decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 se ne è decretata la soppressione, non essendo, tra l’altro, mai entrato definitivamente in funzione.

Dal 2019 in poi, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti sarà invece gestito in maniera diretta dal Ministero dell’Ambiente e, fino alla sua piena operatività, i titolari soggetti alla tracciabilità dovranno continuare a usare il medesimo sistema utilizzato ora, quello cartaceo.

“Abbiamo calcolato che attualmente è assicurata la tracciabilità del 65% dei rifiuti speciali – ha dichiarato il ministro Costa -. L’obiettivo è arrivare almeno al 90% risparmiando soldi e tempo per le aziende”.

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