Lavori ad Alto Rischio: il rischio di incendio

Un rischio da non sottovalutare nei luoghi di lavoro è quello derivato dal pericolo di incendio, minaccia concreta in tutti i contesti. Dagli uffici ai negozi passando per i capannoni industriali e le aziende sanitarie, le fiamme di un incendio, se non domate in tempo, non lasciano scampo a cose e persone.

Le dinamiche causali sono molto simili tra loro: una distrazione, una scintilla casuale, un sistema di allarme difettoso, la mancata osservanza delle misure di prevenzione richieste, apparentemente piccoli errori che possono sfociare in un incendio distruttivo e mortale.

Secondo una recente analisi INAIL è il manifatturiero il settore in cui sono più frequenti le esplosioni durante lo svolgimento di attività lavorative (51%), seguito da costruzioni (15%) e trasporti e magazzinaggio (9%). E sono proprio le esplosioni con propagazione di energia termica a registrare circa il 63% delle morti.

fuoco incendio

Cosa si intende per rischio incendio?

Il rischio di incendio è definito da due fattori:

  1. la probabilità, che può essere intesa come frequenza di accadimento (rispetto al passato) o come grado di correlazione tra mancanza di protezione e il verificarsi di un incendio;
  2. la magnitudo, cioè l’entità delle possibili perdite e dei danni conseguenti al verificarsi dell’incendio.

In altre parole, tutte le aziende sono esposte al rischio di incendio ma esso è più probabile e con effetti più grandi in situazioni in cui sono utilizzati prodotti infiammabili o combustibili.

Caratteristiche del rischio incendio

Sono due le caratteristiche che contraddistinguono questo genere di rischio.

La prima è l’espansione: non è detto che resti confinato nel reparto o nell’azienda in cui nasce. Spesso infatti capita di vedere situazioni in cui un incendio partito in un reparto o in una azienda si propaga nei capannoni o nelle zone limitrofe.

Non a caso il D.Lgs 81/08 definisce la prevenzione incendi come una funzione di “preminente interesse pubblico”: in tali situazioni, infatti, ad essere esposta al rischio non è una sola persona o una sola azienda, bensì, potenzialmente, l’intera società.

La seconda è la presenza h24: il rischio di incendio non potrà mai essere nullo. In tutti i luoghi di lavoro sono presenti tutti gli elementi necessari per avere un incendio. Di giorno o di notte, con o senza lavoratori.

Quali sono i principali rischi per i lavoratori?

I rischi per i lavoratori che si trovano in una situazione di incendio possono essere:

  1. le alte temperature: provocano ustioni, shock da calore, disidratazione
  2. la carenza di ossigeno: porta a movimenti difficoltosi, collasso, interruzione della respirazione e nel giro di sei minuti sopraggiunge la morte per asfissia
  3. l’inalazione di gas tossici-nocivi: gli effetti dannosi conseguenti variano secondo i tipi di gas inalati. (anidride carbonica, ossido di carbonio, ossido di azoto, etc.)
  4. i fumi: producono effetto irritante agli occhi e alle mucose delle vie respiratorie, oltre a rendere ridotta la visibilità nel raggiungere le uscite di emergenza.

Quali sono le cause più comuni che portano al rischio incendio?

  • Apparecchiature elettriche difettose, sovraccaricate o non custodite correttamente
  • Fiamme libere e attrezzi produttori di calore: l’uso negligente di fiamme aperte, attrezzi di saldatura o altre fonti di calore può innescare incendi, specialmente in ambienti con materiali infiammabili.
  • Fumo in aree proibite o mancato utilizzo del posacenere
  • Accumulo di rifiuti e materiale infiammabile: l’accumulo di rifiuti, carta, cartone o altri materiali facilmente infiammabili può creare condizioni favorevoli alla propagazione del fuoco.
  • Sistemi di riscaldamento: riscaldatori difettosi o mal posizionati
  • Sistemi di ventilazione ostruiti: l’accumulo di polvere o detriti nei canali di ventilazione di impianti di riscaldamento, macchinari o apparecchiature
cause incendio

Formazione e addestramento

Ecco perché sono importanti i corsi di formazione, durante i quali teoria e pratica si alternano per fornire al lavoratore tutti gli strumenti conoscitivi e preventivi per svolgere la propria attività in sicurezza. Conoscere e identificare il rischio è alla base di ogni azione.

In Obiettivo Ambiente offriamo in più l’addestramento. Grazie a IVO, la nostra palestra mobile, tutti i discenti possono effettuare in piena sicurezza delle simulazioni con il fuoco, dall’uso degli estintori allo spegnimento con l’idrante, consentendo loro di mettere in atto tutte le procedure di gestione dell’emergenza.

Quali dispositivi di protezione usare per il rischio incendio?

Le misure di protezione antincendio si dividono in due grandi famiglie: misure di protezione attiva e misure di protezione passiva. Due approcci distinti, ma complementari, per mitigare i rischi legati agli incendi. Sostanzialmente le protezioni passive agiscono senza l’intervento dell’uomo o l’attivazione di un impianto come avviene per le protezioni attive.

Tra i dispositivi di protezione individuale (DPI) la normativa prevede che vanno tenuti in azienda e nei luoghi di lavoro, a seconda della classe di rischio, e devono essere contenuti in uno specifico armadio antincendio. Sarà la valutazione dei rischi aziendale a identificare quali DPI sono obbligatori per i lavoratori.

A titolo esemplificativo ne elenchiamo alcuni: elmetto con visiera, cintura di posizionamento, guanti anticalore, cordino di salvataggio, coperta anticalore, maschera antigas con filtro universale, megafono, giacca, pantaloni anti-fiamma, stivali antinfortunistici, torcia antideflagrante.

Obiettivo Ambiente, grazie a tecnici interni specializzati e docenti qualificati, garantisce un servizio completo per il rischio antincendio: dalla redazione dei documenti e valutazione dei rischi alla formazione e addestramento con IVO, l’unità mobile con simulazioni realistiche del luogo di lavoro.

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