Lavori in quota: quello che c’è da sapere

Quando l’attività lavorativa espone il lavoratore al rischio di caduta da un’altezza superiore ai 2 m (rispetto ad un piano stabile) si parla di lavoro in quota.

Quali sono i lavori che prevedono lo svolgimento di attività in quota? 

  • lavori di costruzione edile;
  • lavori di potatura;
  • lavori di manutenzione o riparazione;
  • lavori di demolizione o smantellamento;
  • lavori di installazione di impianti e linee elettriche;
  • lavori di pulizia di facciate e vetrate esterne. 

Quali sono i rischi connessi ai lavori in quota?

  • Caduta dall’alto, in seguito a perdita di equilibrio del lavoratore o all’assenza di attrezzature di protezione adeguate;
  • Sospensione inerte, che si verifica quando il lavoratore, a seguito di una caduta, rimane sospeso senza la possibilità di muoversi;
  • Effetto pendolo, che porta il lavoratore a urtare contro il suolo, una parete o un ostacolo;
  • Lesioni generiche, tra cui gli schiacciamenti, gli impatti o i tagli causati, ad esempio, dalla caduta di carichi dall’alto.
lavori in quota

Come proteggersi?

Per svolgere l’attività lavorativa in sicurezza è indispensabile l’utilizzo di dispositivi e attrezzature idonei. Tra i dispositivi di protezione si possono distinguere i Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC) e i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), che hanno la funzione di tutelare la sicurezza delle persone riducendo, per quanto possibile, l’esposizione ai rischi.

In particolare, i DPC raggruppano tutti i sistemi volti a evitare che il lavoratore venga esposto al rischio e in genere sono destinati a tutelare più persone che si trovano a collaborare in un determinato luogo di lavoro, come per esempio:

  • i parapetti, che impediscono la caduta dall’alto del lavoratore dalle superfici di lavoro piane e inclinate;
  • le reti di sicurezza, che impediscono e/o riducono gli effetti della caduta dall’alto del lavoratore;
  • i sistemi combinati, ovvero parapetti e reti di sicurezza integrati fra loro che vengono utilizzati nei casi in cui le singole protezioni non eliminino o riducano il rischio a un livello accettabile.

I DPI, invece, hanno la funzione di proteggere l’incolumità di un solo lavoratore riducendo l’esposizione al rischio o il danno in caso di caduta e comprendono per esempio:

  • assorbitori di energia;
  • connettori;
  • dispositivi di ancoraggio;
  • cordini;
  • dispositivi retrattili;
  • linee vita flessibili o rigide;
  • imbracature.

Perché è importante la formazione? 

Il fatto che gli infortuni legati a questo genere di attività siano tra i più frequenti sottolinea l’importanza di investire in una formazione completa e adeguata. È fondamentale, infatti, che tanto i lavoratori, quanto lo stesso datore di lavoro, conoscano le attrezzature e i dispositivi di protezione (individuali e collettivi) necessari a svolgere il lavoro nel pieno rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

Ad oggi, le opportunità formative sono numerose e diversificate: si passa dai corsi tradizionali in aula a quelli erogati tramite la Realtà Virtuale, che grazie alla riproduzione di scenari immersivi permette al lavoratore di fare esperienza diretta dei rischi senza riportare alcuna conseguenza nella realtà.

Di fondamentale importanza diventa quindi anche l’Addestramento pratico, nel quale il lavoratore riesce a confrontarsi in modo diretto e ravvicinato, non solo con la situazione reale di rischio dovuta all’altezza, ma anche con l’utilizzo dei vari tipi di dispositivi.

Obiettivo Ambiente offre alle aziende una formazione completa e aggiornata grazie alla presenza di docenti qualificati e di IVO, la prima Unità di Addestramento Mobile del Veneto.

Prenota il tuo corso, oppure contattaci per avere ulteriori informazioni.

Search
Generic filters
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in excerpt