MAI PIU’ GRANDE FRATELLO

PROTEGGIAMO I NOSTRI DATI IN RETE E TUTELIAMO LA NOSTRA PRIVACY CON L’AIUTO
DELLA NORMATIVA EUROPEA

Dalla frequentazione delle realtà aziendali del territorio sto riscontrando in modo allarmante quanto sia ancora inadeguata la conoscenza della corretta modalità di trattamento dei dati personali e aziendali. Come andremo a precisare più avanti, il dato è il più prezioso bene aziendale e deve essere trattato come tale.

Le aziende e il sistema, anche a causa della pandemia, hanno apprezzato e compreso maggiormente le potenzialità della tecnologia ma ne hanno anche riscontrato i pericoli, basti considerare che nel 2020 sono stati registrati attacchi informatici al ritmo di uno ogni 11 secondi.

Negli anni novanta le elaborazioni, i progetti, vero know-how aziendale, erano conservati in archivi con accesso limitato a pochissimi individui ed estremamente sorvegliato. Ad un incremento della quantità di dati lavorati oggi in una qualsiasi azienda, non ha fatto seguito tuttavia una consapevolezza adeguata della necessità di tutela degli stessi dati. Oggi il patrimonio aziendale, di qualunque azienda e per qualunque dimensione, è in gran parte conservato all’interno di sistemi informatici o archivi digitali non adeguatamente protetti o secretati.

Non lasceremmo mai la porta di casa aperta perché esiste il pericolo concreto che qualcuno possa accedervi e rubare quanto ci appartiene. Cosi dobbiamo ragionare anche sui nostri dati che non possiamo cedere con superficialità a chiunque ce li chieda magari a fronte di omaggi dal valore irrisorio. Inoltre dobbiamo conoscere il valore dei nostri dati personali ed aziendali e proteggerli, anche con una specifica assicurazione. Eppure queste valutazioni non vengono fatte in azienda, salvo poi trovarsi – come accaduto recentemente – sotto attacco di pirati informatici con conseguenze pesantissime. Perdita di titoli in borsa (vuol dire perdita di soldi per chi investe), fermo macchina o fermo produzione (perdita di guadagno, opportunità, immagine aziendale, stravolgimento della produzione) e tutto perché il trattamento dei dati non era stato adeguatamente gestito, protetto, assicurato.

Il regolamento europeo si è inserito con autorità in una vecchia concezione di privacy relegata ad un puro esercizio burocratico ma nei fatti quasi completamente disattesa. Oggi anche grazie all’impulso degli enti preposti, il nuovo modello di gestione dei dati risulta più completo e allo stesso tempo adattabile alle specifiche realtà aziendali. Una attenta gestione aziendale non può che considerare seriamente la protezione del proprio patrimonio, anche e forse ancor di più quando questo patrimonio è intangibile ma di estremo valore reale.

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Dott. Stefano Guzzon

RSPP e Docente Formatore

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