Sostenibilità possibile

IMPARIAMO LE STRATEGIE AMBIENTALI, SOCIALI E GESTIONALI SUGGERITE DALL’EUROPA, PER RISPONDERE ALL’URGENZA DI TRASFORMARE IL SISTEMA IMPRESA IN OTTICA SOSTENIBILE

ESG è un acronimo che sta per Environment, Social, e Governance, ovvero i 3 Pilastri della sostenibilità per l’Unione Europea: i tre fattori fondamentali per verificare, misurare e sostenere l’impegno in termini di sostenibilità di una impresa o di una organizzazione.

Banche, clienti, fornitori hanno adottato la prassi di inviare questionari ESG alle imprese con cui interagiscono per saggiarne il livello di sostenibilità. Non possono farne a meno, vi sono normative che li obbligano a erogare credito o lavorare solo con aziende che stanno adottando strategie ESG, cioè Ambientali, Sociali e di Governance.

Da alcuni anni i criteri ESG sono diventati importanti quanto quelli finanziari per la necessità di accelerare la transizione verso un nuovo modello sostenibile di imprese e società, più adatto ad affrontare grandi rischi globali. Questo modo di operare sarà sempre più diffuso e tenderà a emarginare le aziende che non stanno al passo.

L’obiettivo della Commissione Europea è, infatti, quello di sviluppare e sostenere gli investimenti in progetti sostenibili che favoriscano l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance nella gestione dei rischi, tenendo in considerazione anche il fattore tempo.

Le manifestazioni dello sviluppo sostenibile da parte dell’environmental diplomacy sono state tradotte in una serie di azioni di mitigazione e adattamento degli impatti ambientali e sociali.

La più famosa è sicuramente la prima Conferenza delle Parti (COP 1), nella quale si stabiliscono i principi del Protocollo di Kyoto. Quest’ultimo è il primo atto di rendicontazione ambientale grazie al quale i paesi firmatari devono contabilizzare le proprie emissioni di gas climalteranti con obiettivi di riduzione delle stesse e, inoltre, viene creato uno spazio di scambio di quote di emissioni attraverso il quale le imprese più virtuose (meno inquinanti) possono ottenere vantaggi economici grazie alle vendite dei loro crediti di emissione.

Dal 5 gennaio 2023 è entrata in vigore la nuova Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), che estende in modo significativo il numero di imprese obbligate a comunicare informazioni sulla sostenibilità, che hanno ripercussioni su tutte le filiere.

Saranno soggette all’obbligo di reporting circa 50mila aziende: di fatto, anche quelle non obbligate dalla normativa, lo saranno da esigenze di competitività e di business.

Fattori ambientali (E)

  • Inquinamento e rifiuti
  • Cambiamento climatico 
  • Urbanizzazione
  • Scarsità di risorse

Fattori sociali (S)

  • Diritti umani 
  • Condizioni di lavoro
  • Salute e sicurezza 
  • Pari opportunità 
  • Sicurezza dei dati

Fattori di governance (G)

  • Indipendenza del consiglio 
  • Retribuzioni dei manager 
  • Politiche fiscali
  • Etica del business

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Dott.ssa Veronica Brigo

Ingegnere e Consulente Ambientale

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