Su la maschera!

INDOSSANDO I CORRETTI DPI POSSIAMO PROTEGGERE IL NOSTRO RESPIRO E LA NOSTRA SALUTE DAGLI AGENTI PERICOLOSI DISPERSI NELL’ARIA

I DPI per le vie respiratorie sono diversi in base allo scopo per cui devono essere impiegati. L’obiettivo però è evitare o limitare l’ingresso di agenti potenzialmente pericolosi (fumi, polveri, fibre o microrganismi) nelle vie aeree. La protezione è garantita dalla capacità filtrante dei dispositivi in grado di trattenere le particelle aerodisperse, per lo più in funzione delle dimensioni, della forma e della densità, impedendone l’inalazione.

I DPI più utilizzati per la protezione delle vie aeree sono le semimaschere filtranti monouso che soddisfano i requisiti richiesti dalla norma tecnica UNI EN 149:2009 + A1 (Semimaschere filtranti antipolvere – Requisiti, prove, marcatura).

Questi sono dispositivi muniti di filtri che proteggono bocca, naso e mento; si suddividono in tre classi in funzione dell’efficienza filtrante: FFP1, FFP2 e FFP3. Le lettere FF sono l’acronimo di “facciale filtrante”, P indica la “protezione dalla polvere”, mentre i numeri 1, 2, 3 individuano il livello crescente di protezione (bassa > 80%, media > 94% e alta > 99%).

A differenza delle semimaschere e maschere intere riutilizzabili, che possono montare filtri di diverso tipo ed efficienza, i FFP sono interamente costituiti di materiale filtrante, con o senza valvola di espirazione, utile a compensare la resistenza opposta all’atto respiratorio.

 

 

maschere antigas

I FFP sono costituiti da diversi strati di materiale che, oltre a fornire una struttura tridimensionale stabile, sono in grado di bloccare il passaggio delle particelle solide e liquide veicolate dall’aria attraverso due meccanismi distinti.

Il primo è di tipo meccanico e filtra le particelle più grandi grazie alla fitta rete creata dalle fibre di tessuto, il secondo, invece, cattura le particelle più piccole cariche elettricamente, in grado di attraversare le maglie della rete ma che vengono trattenute dalle forze elettrostatiche presenti sulle fibre di tessuto.

Quando è necessario indossare i DPI?

Alcuni esempi di attività lavorative sono: le attività sanitarie a contatto con pazienti affetti da malattie infettive a trasmissione aerea, le attività zootecniche, il lavoro presso impianti di trattamento di rifiuti solidi o liquidi e la manutenzione e bonifica di impianti idrici e di climatizzazione.

Oltre a quelle citate è bene ricordare che per ogni attività deve essere effettuata la valutazione de rischio con indicazione dei DPI necessari.

E per proteggersi dai gas?

I filtri antigas lavorano con diversi filtri al carbone attivo, che in base all’impiego si classificano con le lettere A, B, E, K o AX. Questa forma di protezione delle vie respiratorie può essere impiegata solo in caso di sostanze gassose e non protegge dalle particelle. Per questo motivo i filtri antigas sono spesso combinati con un filtro antipolvere come prefiltro.

I filtri antigas si distinguono dai filtri antipolvere completamente bianchi grazie a un anello che di solito è colorato. Le lettere di classificazione forniscono indicazioni sul tipo di filtro e sull’effetto di protezione. Anche i filtri antigas hanno tre capacità diverse. Il filtro è esaurito appena si percepisce l’odore o il sapore del gas.

Tipologie di filtri:

  • A (marrone): Vapori di composti organici con punto di ebollizione superiore a 65°C
  • B (grigio): Gas e vapori organici, ad es. cloro e acido cianidrico
  • E (giallo): Gas, ad es. anidride solforosa e acido cloridrico
  • K (verde): Ammoniaca e suoi derivati organici
  • AX (marrone): Gas e vapori di composti organici con punto di ebollizione inferiore o uguale a 65 °C
 

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Dott.ssa Camilla Toniolo

Dott.ssa Camilla Toniolo

Tecnico della sicurezza

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