Il rischio di violenze e molestie sul lavoro fa parte di quella serie di rischi specifici che devono essere valutati e gestiti all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi.
Per violenze e molestie si intendono comportamenti, atti o minacce, anche episodiche, che possono causare danni fisici, psicologici o economici al lavoratore. Possono manifestarsi in forma verbale, fisica o psicologica e includono, ad esempio, aggressioni, intimidazioni, abusi, discriminazioni, esclusioni dal gruppo di lavoro o comportamenti vessatori.
In termini generici, è importante sottolineare come tali fenomeni non siano sempre evidenti o immediatamente riconoscibili: spesso si sviluppano in modo progressivo e possono essere sottovalutati o normalizzati all’interno dell’ambiente di lavoro.
Il rischio di violenze e molestie si configura quando il lavoratore è esposto a comportamenti o situazioni che compromettono la sua dignità, sicurezza o benessere, superando la soglia di tollerabilità individuale.
La valutazione del rischio prende in considerazione diversi aspetti organizzativi e relazionali che possono favorire l’insorgenza di tali fenomeni.
Fattori di rischio
Alcuni elementi che possono aumentare la probabilità di violenze e molestie sono:
- contatto frequente con il pubblico o utenti esterni;
- ambienti di lavoro ad alta pressione o con carichi elevati;
- scarsa chiarezza nei ruoli e nelle responsabilità;
- assenza di procedure e regole comportamentali condivise;
- cultura aziendale poco orientata al rispetto e alla prevenzione;
- carenza di comunicazione interna e gestione dei conflitti;
- lavoro in solitaria.
Valutazione del rischio
La valutazione del rischio di violenze e molestie può essere strutturata attraverso diverse fasi:
- Fase preliminare: analisi del contesto aziendale e individuazione delle situazioni a rischio;
- Raccolta di indicatori oggettivi: eventi segnalati, assenteismo, turnover, contenziosi;
- Valutazione della percezione: coinvolgimento dei lavoratori tramite questionari o interviste;
- Individuazione delle misure correttive: definizione di interventi organizzativi e formativi.
Prevenzione e gestione
Per ridurre il rischio è fondamentale adottare un approccio strutturato:
- definire politiche aziendali chiare e di “tolleranza zero”;
- promuovere formazione e sensibilizzazione;
- attivare canali di segnalazione sicuri e riservati;
- gestire tempestivamente i conflitti;
- garantire supporto alle persone coinvolte.
Effetti sulla salute
L’esposizione a violenze e molestie può avere conseguenze rilevanti:
- disturbi psicologici (ansia, stress, depressione);
- calo della motivazione e della produttività;
- isolamento e perdita di autostima;
- disturbi fisici correlati (insonnia, mal di testa, affaticamento);
- aumento di assenteismo e turnover.
Normativa
Il D.Lgs. 81/2008 prevede l’obbligo per il datore di lavoro di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori in tutti i suoi aspetti, inclusi quelli legati ai rischi di natura psicosociale. A livello internazionale, la Convenzione ILO n. 190 riconosce il diritto a un ambiente di lavoro libero da violenza e molestie.
APPROFONDIMENTI
“Nella mia azienda non ci sono episodi evidenti, devo valutare comunque questo rischio?” Sì. Anche in assenza di segnalazioni, il rischio deve essere valutato, poiché può essere latente o non esplicitato dai lavoratori.
“È obbligatorio prevedere procedure specifiche?” Sì, è fortemente consigliato adottare procedure chiare per la gestione delle segnalazioni e dei casi, al fine di tutelare sia i lavoratori sia l’azienda.
“La valutazione deve essere aggiornata?” Sì, è necessario monitorare nel tempo la situazione aziendale e aggiornare la valutazione in funzione di cambiamenti organizzativi o segnalazioni emerse.
















