Nuovo interpello per l’utilizzo della realtà virtuale nella formazione sulla sicurezza del lavoro (Interpello n. 3/2024)

Il Dipartimento per le politiche del lavoro, nella seduta della Commissione del 23 maggio 2024, ha risposto ad un interpello posto dall’Università degli Studi di Siena in cui: “Si chiede la possibilità di utilizzare la realtà virtuale come metodo di apprendimento e dell’efficacia dei percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro … relativamente alla verifica finale di apprendimento dei percorsi formativi e la verifica di efficacia della formazione durante l’attività lavorativa …”.

Il rimando agli accordi in essere

La Commissione risponde rifacendosi agli accordi in essere, e in particolare all’accordo del 21 dicembre 2011 per la formazione dei lavoratori, in cui, trattando della “Metodologia di insegnamento/apprendimento”, si sottolinea come si privilegi un approccio interattivo che comporta la centralità del lavoratore nel percorso di apprendimento e che a tal fine è opportuno:

  1. garantire un equilibrio tra lezioni frontali, esercitazioni teoriche e pratiche, lavori di gruppo, nel rispetto del monte ore complessivo fissato per ogni modulo
  2. favorire metodologie di apprendimento interattive ovvero basate sul problem solving, applicate a simulazioni e situazioni di contesto su problematiche specifiche, con particolare attenzione ai processi di valutazione e comunicazione legati alla prevenzione
  3. prevedere dimostrazioni, simulazioni in contesto lavorativo e prove pratiche
  4. favorire metodologie di apprendimento innovative, anche in modalità e-learning, e con ricorso a linguaggi multimediali, che garantiscono l’impiego di strumenti informatici.

La risposta della Commissione

La Commissione quindi, in risposta al quesito, ha affermato che le modalità di erogazione della formazione e le metodologie di insegnamento devono essere ricondotte nell’ambito degli Accordi attualmente vigenti in materia. La Commissione, poi, cita il DL 30 aprile 2022 che promuove la sperimentazione di soluzioni tecnologiche innovative, per esempio di robotica, esoscheletri, sensoristica per il monitoraggio degli ambienti di lavoro, e dispositivi di visione immersiva e realtà aumentata, il tutto per il miglioramento degli standard di salute e sicurezza sul lavoro.

Prospettive future

Una conferma del fatto che, integrare la realtà virtuale nei corsi di formazione sulla sicurezza del lavoro, è una metodologia consigliata, valida ed efficace la ritroviamo anche dall’ultima bozza del nuovo accordo Stato/Regioni, che prevede espressamente, tra le metodologie didattiche attive, la realtà aumentata e virtuale, i simulatori virtuali e fisici e la gamification.

È indubbio quindi che la realtà virtuale offre nuove opportunità per il mondo dell’apprendimento, bisognerà vedere come il legislatore vorrà regolarle.

E noi in Obiettivo Ambiente?

Noi crediamo che tutto quello che può aiutare il lavoratore a sperimentare concretamente una situazione di emergenza e a prendere consapevolezza di un pericolo in totale sicurezza, al fine di prevenire un infortunio e rendere quindi la sua attività più sicura, sia quanto meno da prendere in considerazione e approfondire.

Abbiamo da tempo integrato la realtà virtuale nei nostri corsi di apprendimento, notando diversi vantaggi; in particolare i lavoratori, attuando concretamente le procedure, sperimentando in maniera immersiva gli scenari e cogliendo eventuali pericoli ed errori che possono incontrare giornalmente svolgendo la loro mansione, apprendono meglio e più velocemente.

I partecipanti potranno fare qualche errore (come dimenticarsi di agganciarsi alla scala, o non eseguire il giusto numero di rilevazioni prima di entrare in una cisterna, etc.) vivendo nel mondo virtuale la conseguenza di quell’errore (cadere nel vuoto, morire soffocati, etc), ma fortunatamente si è sbagliato nel mondo parallelo.

Nel mondo reale si potrebbe non avere una seconda possibilità.

 

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