Sicurezza sul lavoro e ferie estive:
criticità operative e misure di prevenzione settoriali
Il periodo estivo rappresenta, per molte organizzazioni, una fase di rallentamento o riorganizzazione delle attività operative. Tuttavia, la riduzione dell’organico legata alle ferie può determinare criticità rilevanti nella gestione della sicurezza sul lavoro, mettendo a rischio la continuità dei presìdi di prevenzione e il rispetto degli obblighi normativi.
In questo approfondimento esaminiamo le principali vulnerabilità che possono emergere durante i mesi estivi, con particolare attenzione a quattro settori strategici – manifattura, sanità, logistica e turismo – proponendo misure concrete per mitigare i rischi e garantire un ambiente di lavoro sicuro anche in condizioni di organico ridotto.
1. Continuità funzionale delle figure obbligatorie per la sicurezza
Durante il periodo estivo è essenziale verificare la presenza effettiva delle figure chiave per la gestione della sicurezza, quali:
- RSPP (interno o esterno): in caso di assenza programmata, l’azienda deve prevedere una delega temporanea o il supporto di un consulente sostitutivo per garantire la copertura del ruolo e la reperibilità in caso di ispezioni o emergenze;
- Addetti antincendio e primo soccorso: vanno garantiti turni minimi di presenza per ogni turno lavorativo. Laddove vi sia una riduzione significativa dell’organico, è necessario formare preventivamente nuovi addetti, assicurando la copertura minima prevista dal D.Lgs. 81/08.
📌 Esempio nella logistica: durante i picchi estivi, molti hub operano con personale ridotto o con inserimenti interinali. L’assenza simultanea di più addetti antincendio, spesso con esperienza diretta nei layout dei magazzini, può allungare i tempi di reazione in caso di emergenza. Serve un piano ferie integrato con i turni delle squadre di emergenza.

2. Adeguamento e diffusione del piano di emergenza
I piani di emergenza devono essere aggiornati in funzione della variazione di presenze e delle modifiche organizzative temporanee. Gli scenari da considerare includono:
- chiusura di reparti o aree;
- cambio nei referenti interni;
- variazione dei percorsi di evacuazione (es. per lavori estivi di manutenzione o ristrutturazione).
📌 Esempio nella manifattura: in un’azienda metalmeccanica che effettua manutenzioni straordinarie in agosto, l’apertura straordinaria di locali tecnici o la presenza di ditte esterne richiede un aggiornamento del piano di emergenza e la comunicazione delle procedure ai soggetti coinvolti.
3. Formazione e gestione del personale temporaneo o stagionale
L’estate coincide spesso con l’ingresso di lavoratori temporanei, stagionali o interinali. È obbligatorio garantire:
- formazione generale e specifica in materia di salute e sicurezza (art. 37 D.Lgs. 81/08);
- addestramento pratico ove previsto (uso di attrezzature, DPI, procedure operative);
- valutazione dell’idoneità sanitaria.
📌 Esempio nel turismo: in una struttura alberghiera o in uno stabilimento balneare, il personale stagionale addetto alle pulizie, alla cucina o all’animazione deve essere formato sui rischi specifici (es. uso di prodotti chimici, movimentazione manuale dei carichi, rischio tagli o ustioni), oltre che sulle procedure di evacuazione.
📌 Esempio nella logistica: un nuovo magazziniere interinale addetto al carico/scarico merci con transpallet elettrico deve ricevere addestramento documentato e non può essere affiancato solo da un collega “esperto” senza una procedura formale. L’utilizzo scorretto dell’attrezzatura comporta rischio di infortuni gravi.
4. Sorveglianza sanitaria e continuità delle visite mediche
L’assenza del medico competente nel periodo estivo può causare ritardi nelle visite preassuntive o periodiche, con conseguenti rischi legati all’impiego di personale non idoneo. È fondamentale:
- pianificare con anticipo le visite per il personale stagionale o per chi rientra da periodi prolungati di assenza;
- verificare la validità dei giudizi di idoneità in corso.
📌 Esempio nella manifattura: l’assunzione temporanea di operai addetti a linee di produzione automatizzate, senza il parere di idoneità rilasciato dal medico competente, può esporre l’azienda a responsabilità penali e amministrative in caso di incidente.

5. Rischi ambientali e psico-fisici legati alla stagione estiva
Le alte temperature, i turni straordinari e l’affaticamento psico-fisico generano un aumento del rischio infortuni, soprattutto in ambienti produttivi o all’aperto. Le misure preventive includono:
- valutazione del rischio da microclima severo caldo (obbligo previsto dal DVR);
- pausa idrica e pause aggiuntive programmate;
- utilizzo di abbigliamento traspirante e DPI idonei.
📌 Esempio nella logistica: nei magazzini non climatizzati, durante i mesi estivi, la temperatura può superare i 35°C. È necessario adeguare il piano di prevenzione secondo le linee guida INAIL sullo stress termico, anche in presenza di attività a basso sforzo fisico.
📌 Esempio nella sanità: il personale OSS o infermieristico che lavora in RSA o reparti senza adeguato ricambio d’aria può andare incontro a colpi di calore. In questi casi, è importante rafforzare i presìdi organizzativi (pause, ricambio turni) e sorvegliare attentamente i segnali di affaticamento.
6. Manutenzioni estive e obbligo di redazione del DUVRI
Molte aziende approfittano della chiusura estiva o della riduzione dell’attività per effettuare interventi di manutenzione straordinaria, revamping impiantistico o ristrutturazioni edilizie. In questi casi, è fondamentale ricordare l’obbligo di valutare l’applicabilità dell’art. 26 del D.Lgs. 81/08 in materia di interferenze tra attività aziendali e quelle delle ditte appaltatrici.
Se l’intervento manutentivo prevede l’accesso di una o più imprese esterne negli ambienti aziendali, è necessario:
- verificare la presenza di rischi interferenziali (compresenza di lavoratori, uso di aree comuni, sovrapposizione di attività);
- redigere, ove richiesto, il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze), da allegare al contratto di appalto o incarico;
- fornire alle ditte esterne informazioni dettagliate sui rischi presenti nei luoghi di lavoro, sulle misure di prevenzione e sulle procedure di emergenza in vigore.
La sicurezza non va in ferie
La chiusura estiva è un’opportunità per rafforzare l’organizzazione della sicurezza, ma richiede attenzione: la copertura delle figure chiave, la formazione dei sostituti e l’eventuale redazione del DUVRI in caso di lavori affidati a ditte esterne non possono essere trascurati.
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