Certificazioni di qualità

PER CRESCERE SECONDO STANDARD RICONOSCIUTI E RICONOSCIBILI

Oggi moltissime aziende approcciano il primo contatto con il mondo delle certificazioni internazionali (ISO), o di Social Accountability, con l’esclusiva finalità di ottenere un attestato (“bollino”) da mettere in bella mostra vicino al proprio logo aziendale per dar lustro alla propria immagine aziendale.

Purtroppo, la realtà ci dimostra ogni giorno che incontrare aziende dotate di certificazioni come la ISO 9001 (standard di qualità), l’ISO 45001 (standard di sicurezza), l’ISO 14001 (standard ambientale), non è automaticamente sinonimo di garanzia. Spesso si tratta invece di specchietti per le allodole dietro alle quali il sistema di gestione è poco più di un castello di carte (tante carte!).

Certificazioni di qualità

Qual è lo spirito con cui le aziende dovrebbero approcciarsi ai sistemi di gestione?

Recentemente un amministratore delegato di una importante realtà, valutando l’opportunità di adottare un sistema di gestione integrato per la sua azienda, ci ha richiesto di implementare il sistema con la logica di capire quanto spazio di miglioramento la sua azienda avrebbe per raggiungere (o almeno tendere) all’ottimo, rimettendo alla certificazione (il bollino finale) un addendum eventuale del processo. 

Cioè la sua volontà era ab origine quella di poter confrontare la sua realtà con i migliori standard oggi applicabili per evidenziare punti di forza e di debolezza ma sempre volto al miglioramento continuo nella convinzione che ogni giorno vadano raggiunti traguardi che, anche se piccoli, costruiscono delle tappe fondamentale del processo.

Anche nelle grandi realtà che oramai adottano sistemi di gestione a qualsiasi livello, il punto di debolezza che nella maggior parte dei casi emerge è la non consapevolezza del personale ovvero le prime persone che non sono a conoscenza del sistema sono proprio le persone che con quel sistema ci lavorano tutti i giorni…perché? Perché purtroppo la convinzione è che i sistemi di gestione siano ottime enciclopedie quando invece il miglior sistema di gestione oggi è quello costituito da fogli “sporchi” che arrivano direttamente dalla produzione e che il lavoratore considera parte integrante del suo lavoro.

Qual è il quadro attuale?

Negli ultimi anni, il mondo delle certificazioni è stato “inquinato” dalle richieste di committenti alla supply chain di mille certificazioni spesso richieste con il solo scopo di rappresentare il brand e non già come un vero strumento che dimostri la compliance della realtà produttiva alla normativa vigente.

Inoltre, sempre più bandi o affidamenti (soprattutto pubblici) vengono effettuati privilegiando (ovvero dando un maggior punteggio) le realtà dotate di sistemi di gestione, anche in questo caso relegandole ad un mero guazzabuglio cartaceo fatto con il solo scopo di aggiudicarsi l’appalto.

Oggi, invece, il mercato richiama sempre più nuovi e più rigorosi sistemi di gestione come la Certificazione Sociale SA8000 e lo standard ISO 27001.

La prima certifica alcuni aspetti della gestione aziendale relativi alla responsabilità sociale d’impresaovvero la verifica della corretta gestione del personale secondo quanto stabilito dal diritto del lavoro e secondo il rispetto dei diritti umani.

La seconda riguarda la sicurezza delle informazioni in tutti gli ambiti interessati: dai documenti in formato digitale a quelli in formato cartaceo, alle strumentazioni hardware (computer e reti) alle competenze del personale. In questo secondo caso oggi l’azienda riuscirà a dimostrare di aver effettuato in modo sistematico e completo la valutazione di tutti i rischi relativi alla sicurezza delle informazioni, derivanti da attacchi dall’esterno o dall’interno, informatici e non informatici, da errori o dal mancato rispetto della normativa vigente pertinente, requisito indispensabile qualora si venga a contatto con dati “sensibili” o “pesanti”.

Questi ultimi due schemi, rispetto alle precedenti certificazioni citate, hanno nel mondo attuale un peso specifico molto più rilevante, essendo ancora ridotto il numero di aziende che hanno raggiunto il traguardo; ma, proprio per questo, identifica un risultato significativo.

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Dott. Stefano Guzzon

RSPP & Docente Formatore

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