Lavori ad Alto Rischio: I Lavori in Quota

La caduta dall’alto di lavoratori rappresenta circa un terzo degli infortuni mortali sui luoghi di lavoro registrati dal Sistema di Sorveglianza Infor.MO (INAIL). Dall’analisi di tali cadute emerge che il settore di attività maggiormente colpito è quello delle costruzioni con oltre il 65% degli eventi accaduti, seguito dall’agricoltura.

La sicurezza sul lavoro è un tema quanto mai all’ordine del giorno. Ancora di più nei cantieri edili, che si riconfermano tra i luoghi più a rischio, con il 52,4% degli incidenti per cadute dall’alto.

Cosa si intende per lavori in quota

Il Testo Unico sulla Sicurezza (Art. 107, D. Lgs. 81/08) sul Lavoro definisce i lavori in quota come quelle attività lavorative (ad esempio manutenzione di fabbricati, potatura, pittura di pareti, etc.) che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una altezza superiore a due metri rispetto ad un piano stabile. Nella categoria rientrano anche le attività di scavo che prevedono profondità superiori ai due metri. Cosa si intende per piano stabile? Viene considerato stabile un piano che non può subire alcun effetto da parte della forza di gravità perché è saldamente ancorato al suolo (es. il pavimento e il terreno).

Quali sono i principali rischi per i lavoratori?

I principali rischi nei lavori in quota sono:

  1. caduta dall’alto: in seguito alla perdita di equilibrio del lavoratore e/o all’assenza di adeguate protezioni (collettive o individuali);
  2. effetto pendolo: costituito dal movimento oscillatorio incontrollato e incontrollabile che un corpo, collegato da un sistema flessibile (corda o cavo) ad un ancoraggio, può subire per effetto di una caduta. Solitamente porta il lavoratore ad urtare contro il suolo, una parete o un ostacolo;
  3. sospensione inerte del corpo (o sindrome da imbraco): situazione che capita quando un lavoratore, a seguito di una caduta, rimane appeso senza la possibilità di muoversi. Se non si interviene in tempo, il malcapitato può perdere coscienza e morire;
  4. lesioni generiche (es. schiacciamenti, colpi, impatti, tagli): causate dall’investimento di masse cadute dall’alto durante il trasporto con gru, argani, etc.

Pertanto, è importante adottare tutte le misure di sicurezza previste e, soprattutto, svolgere queste attività con il supporto di altri colleghi.

Le misure di prevenzione

Nei casi in cui i lavori temporanei in quota non possano essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un luogo adatto allo scopo, il datore di lavoro ha l’obbligo di scegliere le attrezzature di lavoro più idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformità ai seguenti criteri:

– priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuali;

– dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili ed a una circolazione priva di rischi;

– scelta del tipo più idoneo di sistema di accesso ai posti temporanei di lavoro in quota in rapporto alla frequenza di circolazione, al dislivello e alla durata dell’impiego.

Di essenziale importanza anche l’aspetto della formazione dei lavoratori in quota non solo per una valutazione efficace dei rischi ma anche per essere in grado di volta in volta di adottare le misure di protezione necessarie. Per ogni situazione cambia infatti il sistema di protezione ottimale da adottare. Uno stesso dispositivo anticaduta non va bene in ogni circostanza!

Inoltre, per le tipologie di attività che riguardano i lavori in quota, è richiesto il corretto utilizzo dei DPI di terza categoria per i quali formazione e addestramento sono obbligatori.

Formazione e Addestramento

Ecco perché sono importanti i corsi di formazione, durante i quali teoria e pratica si alternano per fornire al lavoratore tutti gli strumenti conoscitivi e preventivi per svolgere la propria attività in sicurezza. Al termine del corso, infatti, il lavoratore sarà in grado di valutare i rischi e adottare le misure di prevenzione e protezione necessarie.

In Obiettivo Ambiente offriamo in più l’addestramento. Grazie a IVO, la nostra palestra mobile, tutti i discenti possono eseguire una simulazione completa: dall’allestimento di un trabattello e di una scala marinara all’uso corretto dei DPI anticaduta per la salita sul tetto di IVO, all’utilizzo delle linee vita per le attività da svolgere in quota.

Quali sono i DPI per i lavori in quota?

Partendo dai dispositivi di protezione collettiva (DPC), questi si dividono in:

  • parapetti, che impediscono la caduta dall’alto del lavoratore dalle superfici di lavoro piane ed inclinate;
  • reti di sicurezza, che impediscono e/o riducono gli effetti della caduta dall’alto del lavoratore;
  • sistemi combinati, cioè parapetti e reti di sicurezza integrati fra loro.

Qualora non sia possibile eliminare tutti i rischi attraverso l’applicazione dei sistemi di protezione collettiva, occorre che i lavoratori utilizzino in aggiunta i dispositivi di protezione individuali (DPI). Essendo i lavori in quota una delle attività lavorative che rappresentano un maggior rischio di incidenti mortali, i DPI da utilizzare rientrano nei dispositivi di III categoria. I DPI di III categoria sono strumenti idonei a salvaguardare la salute dei lavoratori dai gravi danni che possono essere cagionati nello svolgimento delle loro mansioni nei luoghi di lavoro.

Sono in grado di garantire, quindi, al lavoratore il massimo livello di protezione possibile, capaci di proteggerlo da danni gravi o permanenti per la sua salute o addirittura dalla morte. Si dividono principalmente in tre gruppi:

  • DPI di terza categoria per la protezione del capo, idonei ad evitare i danni derivanti da urti alla testa
  • DPI di terza categoria per la protezione degli occhi, idonei ad evitare danni agli occhi. Essi possono derivare da scintille, schegge e derivati della lavorazione.
  • DPI di terza categoria per la protezione del corpo, idonei ad evitare danni al corpo derivanti da temperature superiori a 100°C, da folgorazione, da cadute dall’alto.

Tra i DPI di III categoria da utilizzare per i lavori in quota i principali sono:

  • elmetto, dotato di aggancio sotto il mento per ancorarlo saldamente al cranio,
  • imbracatura, che garantisce un ancoraggio sicuro ma allo stesso tempo consente al lavoratore di lavorare agevolmente e senza intralci
  • punti di ancoraggio, moschettoni, cordini, assorbitori.

Obiettivo Ambiente, grazie a tecnici interni specializzati e docenti qualificati, garantisce un servizio completo per i lavori ad alta quota: dalla redazione dei documenti e valutazione dei rischi alla formazione e addestramento con IVO, l’unità mobile con simulazioni realistiche del luogo di lavoro.

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